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Quale modello per il futuro

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Sono scenari preoccupanti quelli illustrati in questo articolo da “RomaToday”: https://www.romatoday.it/attualita/video-risse-cyberbullismo-ragazzi-roma.html
Del resto, facendo un’analisi approfondita, c’era da aspettarselo.
Per chi misura la propria capacità di relazionarsi con gli altri sulla base dei “mi piace” su una foto, in continuo bisogno di auto riconoscimento attraverso la rete, continuamente sottoposti all’analisi dello share come un programma televisivo, essere osservato costantemente costituisce un onore e non un punto di svantaggio.
E dunque, così come i programmi televisivi sono “infarciti” di volgarissime risse verbali, teatralmente costruite per avere più audience per fini pubblicitari, allo stesso modo i ragazzi ossessionati dalla droga del like cercano di mandare in rete qualunque cosa, dal selfie prima del passaggio di un treno, fino alla rissa in diretta, fino a morirne.
Finché però non ci si renderà conto che questo problema sociale ha caratteristiche di urgenza, questi fenomeni continueranno a moltiplicarsi, anche per spirito di emulazione…
Possiamo riuscire a creare una guerra dei like positiva coinvolgendo i ragazzi in progetti reali, sfidanti e soddisfacenti e quando i temi sociali torneranno all’attenzione della progettualità pubblica?

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